Management

Chi siamo

Ho deciso di fare questo mestiere senza saperlo. Camminando sul marciapiede di una rotonda nel centro di Roma, Marco mi disse di voler cambiare tutto quello che aveva intorno. Decisi di aiutarlo a trovare la persona giusta: quando un giorno davanti ad un caffè takeaway mi rivelò che la persona giusta ero io. La mia prima reazione fu ridere. Ero un ufficio stampa di 26 anni con ancora troppo da imparare. Mi disse “Quello che non sai provo a farlo con te e, nel caso, torneremo sui nostri passi insieme. Mi fido di te.”
La dichiarazione più bella di sempre. Era il 2011.

Iniziai quindi da sola. Anche se Claudia è con me dal principio: pur non avendo ancora capito cosa volesse fare, per fortuna non mi ha lasciata mai. Come farei se non ci fosse: lei è l’acqua per quando mi accendo, mi basta un suo sguardo perché non prenda fuoco la stanza. Ha molte doti: la prima la precisione. La seconda la correttezza. La terza l’onestà.

Alla fine di un Festival a Firenze, si avvicinò sua mamma e mi disse “Ha tanto bisogno di te”. Quando conobbi Francesca aveva vinto X Factor ed era un cucciolo. Io avevo appena cominciato il viaggio con Marco e non sapevo se sarei stata in grado di guidarla. Quella sera invece, fuori dall’hotel, mi sembrò tutto più chiaro. Aveva bisogno di qualcuno che l’aiutasse a credere nelle sue capacità. Adesso è una donna coraggiosa, vincente e piena di mondi da esplorare. Abbiamo affrontato viaggiato da Sanremo a Stoccolma, con la tenda da campeggio, senza gradi di separazione. Ci appassioniamo insieme, viviamo la musica e la sperimentazione è la prima cosa!

Un giorno Marco mi disse: “Ho trovato la tua assistente, non puoi continuare così.” Gli chiesi come avesse fatto e mi disse: “Ero fuori a pranzo e ho visto una cameriera che parlava inglese fluentemente con alcune clienti. Le ho chiesto la mail.” Marta Sala mi scrisse il giorno dopo. Era il suo ultimo giorno di lavoro. Se Marco quel giorno non fosse andato a pranzo nel bar dove lei lavorava probabilmente non sarei qui adesso. Colta, profonda, fedele. Smart.

Con Alessandro il percorso è stato più articolato. Anni fa, seduti casualmente tra le seggiole del teatro tra una pausa ed un’altra, mi disse: “Hai mai pensato di lavorare con qualcuno che non faccia musica?” Non credevo alle mie orecchie: in effetti no. Ora che mi ci faceva pensare lui era il personaggio non musicale più figo del pianeta. Poi ci perdemmo di vista per un po’, finché un giorno non ci incontrammo in un bar a Milano. Gli dissi la verità: “Ale tu sei una rockstar e io ti vedo lì…. ora siamo qui!” É difficile far ridere nella genialità. Appunto.

Decisi di prendere Valentina nel team nonostante l’acconciatura da Xena, la principessa guerriera, con cui si presentò al colloquio. Dopo molti anni come disegnatrice per una importantissima casa di moda, decise di cambiare il suo destino. Il semplice fatto che stesse scegliendo di rischiare tutto insieme a noi, mi aveva già convinta. Vederla all’opera mi inorgoglisce ogni giorno di più. Descriverla credo sia impossibile. Un groviglio colorato, pieno di vita. Quando entra in una stanza non puoi non rivolgerle la parola. Conosce Milano più di Brindisy. Creativa, determinata, intraprendete.

Avevo visto un loro video su Youtube. Quattro anime uniche quelle dei Måneskin, pieni di talento, ciascuno in modo diverso. Mi hanno trasportato nella loro dimensione ogni volta che siamo stati insieme, insegnandomi continuamente l’arte della giovinezza e della libertà. Abbiamo trascorso insieme quattro anni indimenticabili ed è stato un bel viaggio poter costruire il futuro attraverso i loro occhi.

La Maffi. Avere Francesca con noi è il più grande dono che potessimo ricevere noi Tarme. É leale, allegra, bravissima in quello che fa e sempre pertinente in ciò che dice. “Being Maffetti” è diventato un must: riesce a chiudersi fuori casa, con le chiavi lasciate sul tavolo, e a ridere di gusto fino alle lacrime. Saperla con noi mi rende serena e mi dà la forza per sognare più forte, perché non ha mai il timore che si possa cadere. É il gradiente che mancava nel nostro team colorato. Avere una visione globale della comunicazione dei tutti i nostri artisti e progetti non è una skill, ma un super potere.

Quando ho incontrato Antonio eravamo in Sony Music Italia. Ci hanno presentati: parlava poco, stava con gli occhi bassi e sorrideva a mezza bocca. Mi ricordo che pensai: “Cos’ha negli occhi che non riesco a vedere e leggere i suoi pensieri?” E poi ci siamo incontrati un sacco di volte fuori agli uffici di LaTarma. Pranzi, caffè, un sacco di progetti appuntati. Finché un giorno abbiamo deciso di prendere i nostri appunti e di renderli veri, di fare questo viaggio insieme: presto avremo molte cose da raccontare.

Trovare Valeria non è stato semplice. Avevo bisogno di una persona che mi affiancasse, che stesse a metà tra me, Valentina e la Maffi. Che intercettasse le mie follie, le traducesse al team e si confrontasse con Vale e Franci. Dentro LaTarma Management ricopre il ruolo di business development manager ma non è solo questo, come avere un solo ruolo non lo è per nessuna delle tarme. È una professionista eccellente, completa e competente. Quando la guardi negli occhi, pensi subito che ti potrai fidare di lei. Ed è veramente così: quando lei ha in mano un progetto, so che non mi devo preoccupare. La cosa che mi conforta di più nell’averla con me è che non ha mai paura di dire la verità e di esprimere la sua opinione, non importa quanto possa essere controtendenza, lei sarà onesta.